Psicologia Cognitiva: cos’è, teorie principali e come studia la mente umana
Nel panorama delle scienze psicologiche, la psicologia cognitiva occupa un ruolo sempre più centrale, soprattutto per la sua capacità di affrontare problematiche complesse legate al pensiero, al comportamento e alle emozioni. Al giorno d’oggi, questa branca della psicologia viene ampiamente utilizzata non solo in ambito clinico, ma anche nel contesto educativo, lavorativo e persino nel marketing, grazie alla sua capacità di analizzare e migliorare i processi mentali.
Ma di che cosa si occupa esattamente la psicologia cognitiva? Quali meccanismi studia? E soprattutto: quali disturbi può aiutare a trattare o prevenire? In questo articolo scopriremo insieme i concetti fondamentali di questa disciplina, le sue applicazioni pratiche e i benefici concreti che può offrire a chi affronta difficoltà psicologiche, come ansia, depressione, disturbi ossessivo-compulsivi o problemi legati alla gestione dello stress.
Preparati a un viaggio alla scoperta della mente umana, tra percezione, memoria, linguaggio e pensiero, per comprendere come funziona il nostro cervello e in che modo possiamo prendercene cura attraverso l’approccio cognitivo.
Indice dei contenuti
Che cos’è la psicologia cognitiva
La psicologia cognitiva è un ramo della psicologia, sorto all’inizio degli anni Sessanta, che si occupa di studiare i processi mentali e cognitivi tramite cui si ottengono, elaborano, e riprendono le informazioni.
Nello specifico:
- pensare, percepire e ragionare;
- prestare attenzione, memorizzare e creare immagini mentali;
- usare il linguaggio e formare concetti;
- fare delle scelte e prendere decisioni;
- risolvere problemi e giudicare;
- pensare al proprio pensiero (meta-cognizione).
In particolare, la psicologia cognitiva è volta allo studio del comportamento umano rivolto agli aspetti non osservabili che si trovano tra lo stimolo e la risposta. In quest’ottica, il suo ruolo è quello di:
- conoscere le idee che giungono alla mente del paziente;
- identificare pensieri, convinzioni e schemi che non corrispondono con la realtà;
- comprendere come essi influiscono sulla risposta emotiva e comportamentale;
- metterli in discussione.
Una volta che la persona è in grado di identificare le sue stesse convinzioni, è anche pronta per riformularle e creare nuove cognizioni, più aderenti alla realtà obiettiva.
Questa corrente terapeutica è, ad oggi, la più utilizzata ed efficace per il trattamento dei disturbi a carattere psichico. Occorre però precisare che, ogni singolo individuo, li utilizza nei loro modi unici per trarre conclusioni e prendere decisioni.
Psicologia Cognitiva: come funziona l’approccio
La Psicologia Cognitiva ha un approccio che prevede il lavoro sincronico di terapeuta e pazienza di modo da reindirizzare pensieri, emozioni, comportamenti e risposte fisiche in modo corretto. Obiettivo ultimo è quello di apportare cambiamenti nei processi mentali nel momento presente. Nello specifico, per farlo:
- si scoperchiano le cognizioni, portandole alla luce;
- si cerca di comprendere quali sono i pensieri che portano a determinati comportamenti;
- vengono esaminate con attenzione, per comprendere se è giusto o meno mantenerle;
- si sostituiscono, eventualmente con altri pensieri più realistici e positivi.
Inoltre, la terapia si concentra sui processi mentali dietro il comportamento piuttosto che sul comportamento stesso. Gli psicologi, in quest’ottica, partono dal presupposto che se le cognizioni che portano al comportamento possono essere cambiate, il comportamento indesiderato cambierà più facilmente. In altre parole, se si pensa in modo diverso, è più probabile che si risponda anche in modo diverso.
Un fattore determinante, infatti, della psicologia cognitiva è che essa non lavoro solo sui pensieri che si nutrono, ma anche di come essi influenzano il comportamento. In questo senso, i processi di pensiero, sono ciò che accade tra il percepire qualcosa con i sensi e il comportarsi esteriormente in risposta.
Applicazioni pratiche
Ad oggi, la psicologia cognitiva viene applicata in una vasta gamma di situazioni e problematiche. In particolare:
- depressione: la psicoterapia, in questo caso accompagnata dall’assunzione di psicofarmaci, permette di sviluppare modelli positivi di pensiero e comportamento di modo che divenga possibile modificare le modalità di pensiero e rispondere ai sentimenti depressivi;
- comportamento aggressivo e antisociale: la psicologia cognitiva ha prodotto diversi modelli di elaborazione delle informazioni sociali, ovvero di come le persone pensano e si comportano in risposta agli altri. In quest’ottica, chi riesce a codificare, elaborare ed interpretare bene le informazioni sociali è in grado di mantenere atteggiamenti socialmente accettabili. Quando si impara e si diventa consapevoli di questo processo, si è in grado di fare scelte migliori nel proprio comportamento e frenare attitudini aggressive;
- educazione: la metacognizione viene spesso usata per aiutare gli studenti a valutare il loro apprendimento e sviluppare migliori strategie di apprendimento. Il primo passo consiste nel sapere come pensare di fare qualcosa e il secondo nello sviluppare le abilità per farlo. Inoltre, la conoscenza nel cervello è organizzata naturalmente. In quest’ottica, quando gli studenti imparano strategie cognitive per fissare obiettivi e valutare le loro abitudini di studio, il loro apprendimento migliora.
Principali teorie
I principali esponenti della Psicologia Cognitiva che hanno elaborato teorie sul mondo delle scienze del comportamento sono:
- F.C. Barlett: con la “Teoria degli schemi della mente”, fu il primo a sostenere che il pensiero e il ricordo sono processi ricostruibili;
- Howard Gardner: celebre per la “Teoria delle Intelligente Multiple”, in base a cui esistono otto tipi di intelligenze semi-autonome che vengono sviluppate in misura maggiore o minore rispetto ad altre, a causa di enfasi culturale.
- Jeffrey Sternberg: conosciuto per la “Teoria triarchica dell’intelligenza” la quale afferma che l’intelligenza è un’attività mentale necessaria per l’adattamento e si dimostra in base a come il singolo affronta e supporta i cambiamenti;
- David Rumelhart: autore influente grazie alla “Teoria degli schemi”, ovvero rappresentazioni di concetti generali immagazzinati nella memoria che permettono di organizzare il mondo e rappresentarlo all’interno della mente;
- Jean Piaget: a lui si deve la “Teoria dello sviluppo cognitivo per tappe”, caratterizzate dal possesso di strutture logiche qualitativamente diverse, che mostrano alcune capacità dei bambini e gli impongono delle restrizioni.
Tutti questi rappresentanti della psicologia cognitiva hanno fornito un contributo fondamentale nello sviluppo dell’approccio. Ad oggi, grazie ad essa, è possibile riuscire a capire al meglio sé stessi, cambiare comportamenti indesiderati e fare scelte di vita migliori.