Buste paga: cosa sono, come si leggono e cosa contengono davvero
Le buste paga sono dei documenti ben conosciuti da tutti i lavoratori italiani, almeno in teoria. Il datore di lavoro è infatti tenuto a fornire a tutti i dipendenti questo documento, di solito su base mensile, all’interno del quale sono riportati i dati inerenti alla retribuzione. All’interno della busta paga, infatti, si trovano indicazioni sia sull’ammontare lordo, sia sul netto, ossia la somma effettivamente percepita al netto delle trattenute previste.
Ma questi appena elencati non sono gli unici dati contenuti all’interno del documento: spesso, la lettura della busta paga appare per questa ragione abbastanza difficoltosa. Ci sono infatti diversi elementi riportati al suo interno, e moltissimi codici da conoscere.
Vediamo quindi come si leggono correttamente e tutti i dati contenuti.
Indice dei contenuti
Cosa sono le buste paga
Ma, per comprendere come leggere le buste paga correttamente, dobbiamo prima chiarire, nei dettagli, cosa sono. Come abbiamo anticipato in apertura, si tratta di veri e propri documenti, che il datore di lavoro deve fornire ai propri dipendenti.
Sono state introdotte per legge con la L. n. 4/1953: questa normativa stabilisce l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di fornire la busta paga nel momento in cui viene corrisposta la retribuzione.
Il documento, sempre secondo quanto disposto dalla legge, viene elaborato grazie al cedolino paga. Ad occuparsi dell’elaborazione deve essere un commercialista o un consulente del lavoro. Il professionista interpellato, in ogni caso, deve possedere regolare abilitazione all’esercizio della professione.
Cosa contengono
Come abbiamo anticipato, le buste paga contengono al loro interno diversi dati. Nel documento, infatti, sono indicate sia la retribuzione netta che le componenti che la determinano. Tra queste, non solo la retribuzione lorda, ma anche le trattenute fiscali a carico del lavoratore e gli oneri sociali. La retribuzione netta, infatti, deriva dalla differenza tra tutte queste componenti, che vengono chiaramente indicate all’interno della busta paga.
Il documento comunque, contiene anche molti altri dati. Per questa ragione, è suddiviso in diverse sezioni:
- intestazione
- corpo
- dati previdenziali e fiscali.
Intestazione delle buste paga
La prima sezione delle buste paga è rappresentata dall’intestazione, dove vengono riportati i dati del lavoratore e dell’azienda. Inoltre, è in questa sezione che vengono indicati la data di assunzione e quella di eventuale cessazione del rapporto di lavoro, l’inquadramento, il periodo cui il documento si riferisce.
Nell’intestazione, infine, si trovano altre informazioni fondamentali, come la paga minima oraria previste e eventuale anzianità.
Corpo: la sezione retributiva
Il corpo delle buste paga è rappresentato dalla sezione retributiva, a sua volta suddivisa in diverse tipologie.
La retribuzione diretta è stabilita dal CCNL e si riferisce al lavoro effettivamente prestato nel periodo cui la busta paga si riferisce. La retribuzione effettiva contiene anche informazioni sul numero di ore ordinarie lavorate. Sono inclusi nella retribuzione elementi quali premi, bonus e redditi straordinari.
Se il lavoratore ha prestato lavoro straordinario, vengono riportate in questa sezione le ore spettanti.
Per quanto concerne la retribuzione indiretta, questo termine include festività, ferie, eventuali permessi, malattie e congedi, oltre che infortuni (se intercorsi).
Abbiamo poi la retribuzione differita, ossia quegli elementi che maturano nel tempo ma vengono attribuiti in seguito. Non solo il TFR, ma anche la tredicesima e, ove prevista, la quattordicesima.
Dati previdenziali e fiscali
Nella sezione relativa ai dati previdenziali e fiscali delle buste paga troviamo poi tutti quei dati relativi a ritenute IRPEF e alle eventuali addizionali. Tra i dati contenuti in questa sezione troviamo quindi, oltre alla retribuzione lorda, anche le imposte, le ritenute e le eventuali detrazioni.
Per quanto concerne la parte previdenziale, sono riportati i contributi obbligatori INPS e INAIL, ma anche le informazioni sul TFR.
Differenze tra buste paga e LUL
Un altro aspetto fondamentale, quando si parla di buste paga, riguarda la distinzione tra questo documento e il LUL. Eppure, anche se c’è ancora oggi molta confusione tra i due strumenti, si tratta di documenti differenti.
Spesso il LUL viene assimilato al cedolino paga, ma il documento, acronimo di Libro Unico del Lavoro, è un registro. Al suo interno, il datore di lavoro riporta dati anagrafici, retributivi e presenze. Il cedolino paga è un estratto del LUL e non è necessario che contenga tutti i dati relativi alle presenze.
Ricordiamo poi che, mentre le buste paga, come abbiamo detto, sono obbligatorie, esistono dei casi in cui il LUL non lo è. Ad esempio, non è obbligatorio nel caso di praticanti o tirocinanti. Inoltre, anche per il lavoro domestico non è previsto con obbligo.
Come si leggono? Altri codici presenti nelle buste paga
All’interno delle buste paga, oltre ai codici già analizzati, ci sono anche altre voci che è importante conoscere per agevolare la lettura. Tra queste, ricordiamo il caso particolare delle ferie. Le ferie, com’è noto, vanno distinte innanzitutto dai permessi.
Mentre le ferie vengono maturate su base annuale per garantire il recupero del lavoratore e il suo riposo, i permessi sono su base oraria e previste dai CCNL.
Nelle buste paga troviamo ROL o PAR, a seconda del CNNL di riferimento, oltre che le ex festività. Si tratta di permessi derivanti dalle festività abolite, come la Festa dell’Unità, San Giuseppe e Corpus Domini.
Per leggere le ferie residue in busta paga, basta cercare innanzitutto la voce “Residuo AP”. Questa indica ferie, ma anche permessi, relativi all’anno precedente. Sotto le voci “Maturato” o “Spettante” vengono invece indicati permessi o ferie maturati nel mese di riferimento.
“Goduto”, ovviamente, è il codice che indica ferie e permessi già fruiti nell’anno in corso.
Detrazioni buste paga: le novità 2025
Concludiamo con le principali novità 2025 relative alla tassazione, fondamentali quando si devono leggere le buste paga.
La Manovra 2025 ha confermato la riduzione degli scaglioni IRPEF che, dal 2024, sono ridotti a tre. Sulla base del reddito, l’aliquota è pari al:
- 23%, fino a 28.000 euro annui
- 35%, tra 28.000 e 35.000 euro annui
- 43%, oltre i 50.000 euro annui.
Tra le novità introdotti per l’anno in corso, segnaliamo l’indennità aggiuntiva concessa a redditi fino ai 20.000 euro, di entità variabile da calcolare in base al reddito effettivo.
Viene concesso inoltre un esonero contributivo, divenuto strutturale, per le madri con almeno due figli.