La fissità funzionale e il problema della candela di Karl Duncker
Il concetto di fissità funzionale, studiato per la prima volta nel 1935 da da Karl Duncker indica la difficoltà o incapacità di considerare le cose in modo diverso da come si è abituati.
Analizziamo al meglio insieme quest’atteggiamento mentale e cosa implica!
Indice dei contenuti
Che cos’è la fissità funzionale
La fissità funzionale è un pregiudizio cognitivo che influisce sulla capacità di essere creativi e flessibili. Nello specifico, indica la difficoltà o l’incapacità di considerare le cose in modo diverso da come si è abituati, mostrando solo le soluzioni che implicano l’impiego di oggetti nel modo più abituale o consueto.
Nel quadro della risoluzione dei problemi, si riferisce all’incapacità di pensare al di fuori dei limiti stabiliti e trovare soluzioni originali. In un contesto più ampio, invece, si riferisce a persone troppo attaccate ad usi e costumi alle quali manca la flessibilità necessaria per adattarsi ai cambiamenti.
A livello generale, può essere considerato un atteggiamento mentale e un’abilità cognitiva percettiva necessaria in grado di semplificare la vita. Ma ciò non sempre rappresenta la realtà dei fatti.
A dimostrazione di ciò nel 1935, il terapeuta della Gestalt Karl Duncker, mentre era impegnato negli studi sulla cognizione e sulla risoluzione dei problemi, notò che la fissità funzionale in alcuni casi era da ostacolo per la risoluzione dei problemi, eliminando la creatività. A livello pratico, infatti, quando ci si trova dinnanzi ad un problema, invece di cercare soluzioni consuete e ricorrenti, sarebbe necessario ridefinire il problema, i singoli elementi che ne fanno parte e le relazioni fra di essi per stimolare l’intuizione.
L’esperimento di Karl Duncker
Karl Duncker, per valutare come le persone cercano di trovare la soluzione di un problema, portò avanti un esperimento noto come il test della candela.
I partecipanti avevano a disposizione una candela spenta, una scatola di fiammiferi e una scatola di puntine. Il loro compito era quello di attaccare la candela al muro, accenderla ed evitare che la cera sciolta sgocciolasse sul pavimento.
La maggior parte cercò di attaccare la candela al muro in vari modi e posizioni, utilizzando le puntine e la cera stessa dopo averla sciolta grazie ai fiammiferi. I risultati furono mediocri, perché nel migliore dei casi la candela non solo sgocciolava a terra, ma cadeva giù dopo pochi secondi.
In pochi arrivarono alla soluzione:
- svuotare la scatola delle puntine;
- attaccare la scatola al muro con le puntine stesse;
- mettere la candela dentro la scatola;
- accenderla e dimostrare di aver risolto il problema.
I partecipanti, infatti, erano concentrati sulla funzione normale della scatola, quella di contenere le puntine, non di essere un supporto, e questo impediva loro di immaginarla in modo diverso. Successivamente, Duncker rifece lo stesso esperimento con un altro gruppo e una piccola ma significativa variazione. Consegnò infatti gli stessi oggetti con le puntine al di fuori della scatola. In questo modo, il problema venne risolto molto più rapidamente.
Significato e conseguenze
I blocchi mentali indice di fissità funzionale dimostrati da Karl Duncker nel suo esperimento, capitano continuamente e in molteplici ambiti diversi.
Spesso, infatti, si rimane fissati sulle funzionalità abituali di un oggetto senza riuscire a riconcettualizzarlo, quando in realtà sarebbe necessario modificare di poco la prospettiva e pensare in maniera creativa e non convenzionale.
Come è evidente, si tratta di un’attitudine mentale che porta a mantenere lo status quo e fare le cose come sono sempre state fatte. Tutto ciò influisce negativamente e limita:
- capacità di risolvere problemi in modo creativo, innovare e adattarsi al cambiamento;
- flessibilità e sviluppo di prospettive diverse;
- capacità di riconoscere gli approcci alternativi e ricercare nuove soluzioni.
Questo pregiudizio ci fa vedere la situazione o il problema da un solo punto di vista e può causare molta frustrazione in vari ambiti della vita, da quello professionale a quello relazionale e sociale.
Inoltre, è stato dimostrato che la fissità funzionale si consolida man mano che si acquisisce maggiore esperienza nella risoluzione dei problemi. Spesso infatti capita di usare sempre lo stesso approccio semplicemente perché si ha familiarità con quella strategia, pur sapendo che potrebbe esserci una soluzione più efficace.
Come superare la fissità funzionale
Come accade nella maggior parte dei pregiudizi cognitivi, la fissità funzionale può comparire in qualsiasi momento della vita ed influenzarne diverse aree.
Di certo annullare il processo non è semplice ed immediato e, per superarlo, è necessario quindi effettuare uno sforzo cosciente e
- prendere coscienza del problema e renderlo il più semplice possibile: rimuovere i dettagli irrilevanti per pensare in modo più creativo alla soluzione;
- cambiare punto di vista ed astrarre il problema per aprirsi a nuove possibilità;
- scomporre l’insieme in parti più piccole;
- inquadrare correttamente le sotto-parti del problema;
- ampliare la prospettiva sui diversi fattori coinvolti nella situazione da affrontare ed andare oltre il livello concreto e funzionale;
- cercare l’ispirazione in luoghi inaspettati e domini apparentemente estranei al problema originale,
- non giudicare nè respingere le idee che vengono in mente troppo presto, per quanto possano sembrare inverosimili, perché potrebbero contenere parti della soluzione;
- tornare alle qualità fondamentali degli elementi, al di là di ciò che appaiono.
Infatti, è più probabile trovare soluzione creative mescolando le idee o permettendo alla mente di rilassarsi e pensare più liberamente. Di certo, guardare in altre direzioni permette di essere più originali e creativi in tutti gli ambiti della vita.