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- 11-01-2026
- Alessia Seminara
- In Scuola e università
- 4 minuti
Come scrivere un buon riassunto
Sono molte le circostanze in cui ci si potrebbe trovare a scrivere un riassunto. Pensiamo agli studenti impegnati nello studio di una lezione, sia a scuola che all’università. Anche chi studia per i test di ammissione ai vari atenei italiani o chi si prepara per una selezione di lavoro potrebbe trovare di grande aiuto uno scritto che riassume, se gli argomenti da studiare sono molti. Tuttavia, in tanti sottovalutano questa attività: scrivere un riassunto può sembrare semplice, ma chiunque abbia provato a farne uno davvero efficace sa bene che non è affatto così.
Un buon riassunto richiede attenzione, capacità di selezione delle informazioni principali, comprensione profonda del testo e diverse competenze linguistiche. In tanti sono convinti che basti ritagliare parti di testo per creare una sintesi, ma purtroppo la questione non è così semplice. Cerchiamo quindi di capire quali sono le basi per la scrittura di un buon riassunto.
Indice dei contenuti
Cosa si intende per “riassunto”
Per scrivere un buon riassunto, è fondamentale innanzitutto sapere di cosa stiamo parlando. Con il termine riassunto si intende un testo breve che riformula le informazioni essenziali di un contenuto più lungo. Non bisogna pensare a questo testo come a un passaggio testuale che ripete tutto ciò che è stato scritto nel brano principale. Dovrebbe infatti servire a selezionare e condensare le idee principali contenute nel testo originario.
La scrittura di riassunti che funzionano, come anticipato, è fondamentale in diversi ambiti. In primis, viene utilizzato a scuola e nello studio individuale. Tuttavia, rielaborare concetti complessi per memorizzarli è utilissimo anche nel mondo del lavoro. Pensiamo, ad esempio, al momento in cui si è chiamati a realizzare un report o una presentazione, all’università o al lavoro. Un riassunto preventivo sull’argomento, in questi casi, è d’aiuto.
Gli elementi fondamentali di uno scritto che riassume
Un riassunto che funziona deve essere breve, chiaro e coerente. Deve, inoltre, possedere delle caratteristiche fondamentali che lo rendano efficace. Di solito, ad esempio, questo testo va scritto in terza persona, al tempo presente e con coerenza temporale.
Un buon riassunto, inoltre, deve mantenere il significato originale, al quale non vanno aggiunti giudizi personali. Il linguaggio utilizzato dovrà essere semplice, ma preciso.
Analizziamo ora in dettaglio tutti gli elementi senza i quali un riassunto non è funzionale.
Comprensione del testo
Il primo passo per scrivere un buon riassunto è la comprensione del testo sul quale si intende lavorare. Dunque, è necessario analizzarlo in dettaglio e leggerlo approfonditamente. In questa fase, alcune persone trovano molto utile sottolineare i passaggi più importanti del testo, qualora questo sia scritto.
Nel caso in cui ci si confronti con del materiale orale o verbale, invece, è ovviamente opportuno prendere appunti. Il consiglio, prima di iniziare a scrivere, è quello di leggere attentamente il testo, anche può volte.
Anzi, di solito è consigliabile leggere il testo non meno di due volte. La prima lettura aiuterà a comprendere il contenuto, mentre la seconda permetterà di individuare idee principali ed eventuali parole-chiave da utilizzare.
Coerenza temporale, verbo presente e la terza persona
Per la scrittura di un buon riassunto, è consigliabile attenersi all’utilizzo dello stesso tempo verbale in ogni parte del testo. La coerenza temporale è fondamentale per un testo breve che funzioni. Il tempo verbale di un buon riassunto, poi, dovrebbe essere sempre il presente. In questo modo, daremo al riassunto un senso di immediatezza.
Anche la terza persona è indispensabile perché mantiene il testo oggettivo e neutro. Non bisogna infine dimenticare che in un riassunto ogni discorso diretto va eliminato.
Dal contenuto originale al testo breve
Come vedremo tra poco, esistono diversi passaggi che ci permetteranno di passare dal contenuto originale al testo breve. Tuttavia, la tecnica scelta per la creazione del riassunto dipende innanzitutto dal tipo di testo che ci troviamo a dover sintetizzare. Tra le tecniche più usate, abbiamo innanzitutto quella che prevede l’utilizzo di parole chiave.
Quando ci troviamo di fronte ad un articolo scientifico o a un testo informativo, possiamo cioè rispondere a domande quali:
- Chi
- Cosa
- Quando
- Dove
- Perché
Per creare il riassunto di un brano breve, invece, basterà partire dalle risposte a queste domande, individuando nel testo originale le parole chiave utili.
Un’altra tecnica molto usata è quella che prevede di eliminare informazioni e parole non utili. Di solito, il testo originale viene epurato dagli aggettivi e dagli avverbi. Successivamente, si riduce ancor di più il brano con l’eliminazione di eventuali descrizioni. Se, infine, ci troviamo di fronte ad un testo narrativo, è possibile ragionare per sequenze. Queste possono essere temporali, focalizzate sul luogo o suddivise per azioni. Si può poi assegnare un titolo per ogni sequenza individuata.
In questo caso, il riassunto si scriverà grazie al collegamento tra titoli e sequenze principali.
Scrivere un riassunto in pratica
In base a quanto detto fino ad ora è facile capire che la scrittura di un buon riassunto non riguarda semplicemente accorciare un testo. Si tratta infatti di un lavoro di selezione delle informazioni, ma anche di riformulazione, comprensione e riscrittura. Per questo, come detto, è importantissimo capire davvero il testo: non basta leggerlo superficialmente.
In un riassunto che funzioni, è necessario riformulare frasi e concetti. Riuscire a riformulare i contenuti di un testo significa mostrare di averlo capito davvero. In effetti non è possibile riassumere un brano se questo non è stato compreso.
In questa fase, è spesso d’aiuto provare a raccontare a voce, con parole proprie, il testo originario letto.
Attenzione anche all’uso dei connettivi, che sono necessari per la coerenza logica della quale abbiamo già parlato. Quando si vuole scrivere un riassunto efficace, connettivi come “inoltre”, “per questo motivo”, “infine”, “tuttavia”, non dovrebbero mai mancare.Si tratta infatti di termini fanno da ponte tra i concetti e aiutano a seguire il filo del discorso senza fatica.
In molti trovano utile costruire una scaletta, partendo dalle parole chiave o dalle sequenze individuate precedentemente. La scaletta rappresenta il punto di partenza per sviluppare poi il testo del riassunto. Attenzione, tuttavia, a non esagerare: si tratta pur sempre di una sintesi del testo principale. Meglio optare per frasi brevi e concise.
Alessia Seminara
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