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- 17-01-2026
- Sara Elia
- In Mindset
- 4 minuti
Il modello 3 C per fronteggiare lo stress
Ti sei mai chiesto perché, di fronte alle stesse difficoltà, alcune persone sembrano crollare mentre altre ne escono rinforzate?
Gestire lo stress non significa eliminarlo, ma imparare a “navigarlo”. La differenza non sta nell’assenza di problemi, ma nella nostra risposta psicologica. Ad oggi, il modello 3 C rappresenta uno dei pilastri fondamentali per gestire lo stress in modo costruttivo e rafforzare la propria robustezza mentale.
In questo articolo esploreremo come trasformare le sfide in opportunità, analizzando come fronteggiare ogni ostacolo con una resilienza autentica e duratura.
Indice dei contenuti
Che cos’è il modello 3 C
Al giorno d’oggi, lo stress è una costante nella vita quotidiana, sia in ambito lavorativo sia personale, che può compromettere salute, prestazioni e benessere generale. Per fronteggiare questa problematica, negli anni ’80 Suzanne C. Kobasa e Salvatore Maddi hanno sviluppato il modello 3 C che in breve è diventato un punto di riferimento fondamentale nella psicologia dello stress e della resilienza.Questo approccio si concentra su “hardiness”, intesa come resistenza psicologica, uno stile di personalità che permette di affrontare attivamente gli eventi stressanti, percependoli non come minacce, ma come opportunità di crescita. Al centro del concetto c’è la capacità di coping trasformazionale, ovvero di riformulazione di una situazione stressante in un’occasione di apprendimento o miglioramento.
Nello specifico, le componenti fondamentali sono tre e si influenzano a vicenda:
- Commitment (impegno)
È la capacità di sentirsi coinvolti in ciò che si fa, trovando un senso di scopo anche nelle attività difficili. Chi ha impegno non “subisce” la giornata, ma la vive attivamente.
Esempio quotidiano: immagina di dover gestire un progetto lavorativo molto intenso e stancante. Invece di contare i minuti che mancano alla fine del turno, chi agisce con Impegno si concentra sull’importanza del proprio contributo per la squadra o su come quel compito aiuti la propria crescita professionale. Non è solo lavoro, è parte di un percorso. - Control (controllo)
Non significa voler dominare l’impossibile, ma concentrarsi su ciò che è in nostro potere. Credere di poter influenzare il corso degli eventi attraverso i propri sforzi riduce drasticamente il senso di impotenza. In poche parole, è l’opposto del sentirsi “vittime delle circostanze”.
Esempio quotidiano: la tua auto si guasta proprio mentre stai andando a un appuntamento importante. Invece di lasciarti travolgere dalla rabbia verso la sfortuna (che non puoi controllare), ti concentri subito sulle soluzioni: avvisare del ritardo, cercare un mezzo alternativo o riprogrammare l’incontro. Ti focalizzi sulla tua risposta all’evento, non sul problema stesso. - Challenge (sfida)
È la capacità di vedere i cambiamenti (anche quelli negativi) non come minacce, ma come opportunità di apprendimento. Chi abbraccia la sfida sa che la crescita passa inevitabilmente attraverso l’uscita dalla zona di comfort. Infatti, la zona di comfort è rassicurante, ma la crescita avviene fuori.
Esempio quotidiano: Ti viene chiesto di imparare a usare un nuovo software complesso in tempi brevi. Invece di pensare “È troppo difficile, non ce la farò mai”, lo approcci come una Sfida: un’occasione per aggiornare le tue competenze e diventare più competitivo nel tuo settore. Vedi l’ostacolo come un trampolino, non come un muro.
Influenze del modello 3 C su stress e performance
Ad oggi, il modello 3 C e la sua influenza sulla gestione dello stress è stato ampiamente studiata in diversi contesti, tra cui quello dello sport e del mondo aziendale. In particolare, è stato dimostrato che individui con alto livello di hardiness siano dotati di:- maggiore capacità di fronteggiare situazioni stressanti, mantenendo performance elevate anche sotto pressione;
- livelli inferiori di ansia cognitiva e somatica;
- maggiore autostima e capacità di coping più efficace;
- capacità di integrare l’evento stressante in una prospettiva più ampia, riducendo la percezione negativa e aumentando l’interazione attiva con il problema;
- a livello fisiologico, risposte immunitarie più efficaci di fronte allo stress e effetti positivi sul profilo lipidico che porta a gestione più equilibrata di fattori a rischio come l’uso di alcol e droghe.
Infine, il senso di controllo e la percezione di potere personale riducono il rischio di burnout e favoriscono un approccio positivo alla gestione dei compiti complessi. Ciò significa affrontare le difficoltà senza evitarle, cercando soluzioni e strumenti per superarle e, al contempo, ottenere insegnamenti utili per il futuro.
Applicazioni pratiche
Il modello 3 C non resta confinato alla teoria, ma offre anche strumenti concreti per gestire in maniera positiva gli eventi stressanti, sostenere le sfide quotidiane e sviluppare impegno e controllo nella vita quotidiana e professionale. In quest’ottica, le pratiche maggiormente consigliate sono:- riconoscere e valorizzare le proprie risorse: comprendere quali competenze si possiedono e come possono essere utilizzate in modo ottimale permette di incrementare la produttività;
- dividere problemi complessi in compiti gestibili: affrontare le difficoltà suddividendole per step consente di evitare di scoraggiarsi e mantenere un senso di progresso costante;
- mantenere legami sociali significativi: amici, familiari e colleghi rappresentano un sostegno emotivo essenziale che favorisce motivazione e resilienza;
- rivalutare le esperienze difficili: percepire le crisi come opportunità di crescita personale permette di imparare dai propri errori e di saper gestire in futuro al meglio eventuali situazioni avverse simili:
- attenzione alla cura di sé: alimentazione, esercizio fisico, sonno e tecniche di rilassamento rafforzano le risorse necessarie per fronteggiare lo stress.
Hardiness e gestione del team
Come abbiamo accennato poco fa, ad oggi la hardiness è utilizzata ampiamente nel mondo lavorativo in particolare nella gestione dei team. Per promuovere la resilienza dei propri collaboratori o dipendenti, il manager deve infatti incentivare alcuni comportamenti coerenti con le tre componenti del modello 3 C. Nello specifico:- dimostrare impegno, autocontrollo e ottimismo: i leader resilienti sono un modello per il team. In particolare, mostrare interesse per il lavoro e per le persone, gestire lo stress in maniera equilibrata e valutare le difficoltà con un approccio calmo sono aspetti che incoraggiano un clima positivo.
- trattare errori e fallimenti in modo costruttivo: invece di colpevolizzare, i leader devono trasformare le difficoltà in opportunità di apprendimento, stimolando la crescita individuale e collettiva;
- fornire feedback regolari e costruttivi: una comunicazione chiara e continua permette di monitorare progressi, rinforzare l’impegno e stimolare il miglioramento;
- promuovere la coesione sociale: attività di team building, momenti di socializzazione e progetti condivisi rafforzano l’appartenenza al gruppo e il supporto reciproco, elementi chiave per affrontare lo stress in modo efficace.
Sara Elia
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