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- 02-09-2026
- Redazione Corsi.online
- In Scuola e università
- 5 minuti
Linee guida turismo scolastico: note MIM e adempimenti
Chi cerca linee guida turismo scolastico incontra spesso informazioni frammentarie su autorizzazioni, sicurezza e selezione dei fornitori.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, tuttavia, non utilizza questa denominazione per identificare un unico documento generale. Le fonti più recenti parlano invece di Indicazioni operative relative agli affidamenti dei servizi. Al 26 agosto 2026, i riferimenti specifici più aggiornati sono le note MIM n. 7254 e n. 8524 del 2025, entrambe riferite all’anno scolastico 2025/2026.
Questi documenti spiegano soprattutto come acquistare trasporti, pernottamenti e altri servizi connessi ai viaggi.
Non definiscono mete nazionali, tariffe standard o scadenze valide per tutte le scuole. Ogni istituto conserva quindi un ruolo centrale nella programmazione delle attività e nella gestione delle procedure.
La ripresa del turismo scolastico richiede una distinzione netta tra le scelte educative e gli adempimenti amministrativi.
Collegio dei docenti, Consiglio di istituto, dirigente e uffici amministrativi partecipano al processo con competenze diverse. Per studenti e famiglie, conoscere questo quadro aiuta a comprendere circolari, costi e termini di adesione. Per le scuole significa invece progettare iniziative coerenti, accessibili e conformi al Codice dei contratti pubblici.
Indice dei contenuti
Linee guida turismo scolastico: chi decide viaggi e visite
La nota MIUR n. 2209 dell’11 aprile 2012 rimane un riferimento importante per l’organizzazione interna. Il Collegio dei docenti stabilisce i criteri collegati alla programmazione educativa. Il Consiglio di istituto o di circolo interviene invece sugli aspetti relativi all’organizzazione della vita scolastica.
Le decisioni devono rispettare le rispettive competenze, i regolamenti interni e gli obiettivi didattici. Una visita archeologica, per esempio, dovrebbe collegarsi al programma seguito dalla classe e alle attività previste nel percorso formativo.
Il D.P.R. n. 275 dell’8 marzo 1999 riconosce l’autonomia scolastica delle singole istituzioni. Di conseguenza, le linee guida turismo scolastico non impongono una procedura organizzativa identica in ogni istituto.
Dal 1° settembre 2000, inoltre, le disposizioni precedenti hanno assunto soprattutto un valore orientativo. Tra queste rientra la circolare ministeriale n. 291 del 14 ottobre 1992.
Ogni scuola può quindi disciplinare partecipazione, accompagnatori, durata e criteri economici, purché agisca con trasparenza e coerenza educativa.
Le famiglie dovrebbero consultare il regolamento d’istituto e la circolare dedicata al viaggio. Questi documenti riportano generalmente programma, quota, scadenze e modalità di rinuncia. Nessuna nota nazionale può sostituire tali atti locali.
Cosa chiariscono le note MIM del 2025
La nota MIM n. 7254 del 24 settembre 2025 disciplina gli affidamenti relativi a viaggi, stage linguistici e scambi culturali. La successiva nota n. 8524 del 7 novembre 2025 offre ulteriori chiarimenti per l’anno scolastico 2025/2026. Tra i documenti verificati, quest’ultima rappresenta il riferimento specifico più recente.
Le Indicazioni operative collegano l’organizzazione dei viaggi alle regole stabilite dal D.Lgs. n. 36/2023.
Le linee guida turismo scolastico, intese come insieme delle disposizioni applicabili, riguardano dunque soprattutto gli acquisti. Non fissano un numero nazionale di posti disponibili, né prevedono contributi standard, mete obbligatorie o date generali per le prenotazioni.
Durata, partecipanti e costi a carico delle famiglie dipendono dagli atti adottati dal singolo istituto.
La programmazione deve tenere conto anche della sostenibilità della spesa e dell’accessibilità dell’iniziativa. Una quota troppo elevata potrebbe limitare la partecipazione e ridurre il valore educativo del progetto.
Prima dell’affidamento, la scuola può quindi valutare insieme esigenze didattiche, periodo, trasporto e sistemazione. La decisione di contrarre formalizza gli elementi essenziali dell’acquisto. Per comprendere il contesto sociale e didattico dei viaggi è utile osservare anche la ripresa del turismo scolastico. Il ritorno delle partenze, tuttavia, non elimina gli obblighi amministrativi.
Linee guida turismo scolastico, soglie e affidamenti
La procedura da applicare cambia in base al valore stimato del servizio, calcolato prima dell’affidamento.
Sotto 140.000 euro, la nota n. 8524/2025 richiama l’affidamento diretto. La scuola deve comunque adottare prima la decisione di contrarre, come previsto dagli articoli 17 e 50 del D.Lgs. n. 36/2023.
In questo caso non è obbligatorio consultare più operatori economici. Il soggetto selezionato deve però possedere esperienze pregresse documentate e adeguate all’incarico. Dal 1° gennaio 2026, la soglia europea applicabile ai servizi ordinari delle amministrazioni sub-centrali è pari a 216.000 euro.
Il quadro operativo delle linee guida turismo scolastico può essere rappresentato così:
- Sotto 140.000 euro è ammesso l’affidamento diretto motivato
- Da 140.000 a 216.000 euro serve procedura negoziata telematica
- Oltre 216.000 euro occorre una procedura aperta europea
- Per alcuni soggiorni linguistici vale la soglia di 750.000 euro
Tra 140.000 e 216.000 euro, la nota indica l’impiego degli strumenti telematici messi a disposizione da centrali qualificate. Oltre 216.000 euro, per i normali servizi di viaggio, trova invece spazio la gara aperta. I corsi linguistici organizzati dalle scuole possono rientrare tra i servizi sociali e assimilati. In questo caso, il riferimento indicato è 750.000 euro. La qualificazione concreta del servizio resta quindi determinante.
Piattaforme digitali, CIG e centrali qualificate
L’articolo 25 del D.Lgs. n. 36/2023 prevede l’utilizzo di piattaforme di approvvigionamento digitale.
Questi sistemi gestiscono le diverse fasi dell’affidamento e dell’esecuzione dei contratti pubblici, permettendo di tracciare documenti, comunicazioni e passaggi amministrativi. Per una scuola, la digitalizzazione non coincide quindi con una semplice richiesta di preventivo inviata tramite posta elettronica.
La procedura deve svolgersi attraverso strumenti conformi alle regole applicabili. La nota MIM n. 7254/2025 ricorda inoltre un cambiamento rilevante: dal giugno 2025 non opera più la deroga ANAC prevista per alcuni affidamenti scolastici superiori a 140.000 euro.
La deroga consentiva alle scuole di acquisire autonomamente il CIG in determinate procedure. Il CIG è il Codice identificativo di gara utilizzato per tracciare ciascun affidamento.
Superata quella soglia, l’istituto deve quindi ricorrere agli strumenti messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate. Il passaggio riguarda viaggi d’istruzione, stage linguistici e scambi culturali.
Le linee guida turismo scolastico richiedono perciò una programmazione anticipata. Aggregare più servizi o destinazioni può aumentare il valore complessivo dell’appalto e modificare la procedura necessaria. Il valore non deve essere suddiviso artificialmente per evitare regole più rigorose. Una stima corretta tutela la scuola, gli operatori economici e le famiglie.
Linee guida turismo scolastico e sicurezza in autobus
La sicurezza del viaggio non dipende soltanto dalla correttezza della procedura economica. La circolare MIUR n. 674 del 3 febbraio 2016 ha diffuso un vademecum della Polizia Stradale, dedicato soprattutto ai controlli, ai veicoli e al comportamento dei conducenti.
La scuola deve richiedere all’impresa di trasporto i documenti e le verifiche previste.
Tra gli aspetti più importanti rientrano l’idoneità del mezzo e il rispetto delle regole di guida. Il vademecum non attribuisce ai docenti nuove responsabilità sulla condotta professionale dell’autista.
Gli accompagnatori conservano invece i compiti di vigilanza sugli studenti e devono segnalare situazioni evidenti capaci di compromettere la sicurezza.
Se emergono dubbi sul veicolo o sul conducente, il dirigente può chiedere supporto agli uffici territoriali competenti. La collaborazione della Polizia Stradale può avvenire prima della partenza oppure durante il viaggio, quando l’intervento risulta opportuno.
Le linee guida turismo scolastico devono quindi essere interpretate insieme alle misure dedicate alla sicurezza. Una procedura amministrativa corretta non è sufficiente senza controlli adeguati. Allo stesso tempo, l’accompagnatore non sostituisce gli organi tecnici o di polizia. Famiglie e studenti devono ricevere informazioni chiare su orari, regole di comportamento e contatti utili.
Come leggere circolari, costi e scadenze della scuola
Le note ministeriali non fissano una scadenza nazionale per aderire ai viaggi.
Non indicano neppure prezzi standard o un numero uniforme di partecipanti. Ogni scuola comunica questi elementi attraverso i propri atti. Le famiglie devono verificare quota, servizi inclusi, termini di pagamento e condizioni di rimborso, oltre a eventuali documenti sanitari, autorizzazioni e requisiti per l’espatrio.
La circolare dovrebbe illustrare programma, trasporto, pernottamenti e attività previste.
Dovrebbe inoltre distinguere gli importi definitivi dalle stime ancora legate al numero degli aderenti. Il viaggio conserva il proprio valore quando integra esperienza e apprendimento. In questa prospettiva, il learning by doing chiarisce la funzione educativa delle attività svolte fuori dall’aula.
Una visita scientifica, per esempio, può comprendere osservazioni e una successiva relazione di gruppo. Il ruolo del docente consiste nel collegare l’esperienza agli obiettivi della classe.
Sul piano amministrativo operano invece il dirigente e gli uffici competenti, compreso il DSGA.
Le linee guida turismo scolastico richiedono dunque collaborazione tra didattica e gestione. Prima di versare una quota, la famiglia dovrebbe leggere l’intera comunicazione ufficiale. In caso di dubbi, deve utilizzare i contatti indicati dalla scuola e rispettare le scadenze locali. Questa verifica evita equivoci su servizi, rinunce e responsabilità.
Redazione Corsi.online
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